
Arnaldo Pigna, Amare lasciandosi amare. Il primato della grazia, OC, 92-93.
Dobbiamo convincerci che Dio si preoccupa veramente di noi. Dopo la croce di Cristo è sacrilegio dubitare di questo! E dobbiamo metterci bene in mente che chi sa, chi può, chi ama, pienamente, totalmente, infinitamente è Dio. È Lui che regge tutto, e lo fa con sapienza infinita: è Lui che sa tutto di me, quando mi sveglio, quando mi alzo e quando vado a letto, dove vado, cosa faccio e quando morirò. È Lui che guida la storia, sa che ne sarà fra cento o mille anni del nostro povero mondo “progredito”, quando le nazioni pagane si convertiranno, quando il mondo finirà. È il suo disegno di salvezza, dell’umanità e dei singoli, che, all’interno di tutte le vicende, Egli porta a compimento. Ciò che conta, dunque, è il suo disegno, non il mio. I miei, i nostri piani, hanno un senso e sono addirittura importanti e utili, se entrano nel piano suo e sono un piccolo momento della sua attuazione. Al di fuori, o, addirittura, in concorrenza con quel piano, essi sono del tutto inconsistenti. Se ci affidiamo ad essi noi diventiamo come canne al vento, non c’è alternativa: se non ci mettiamo nelle mani di Dio, cadiamo necessariamente in quelle degli uomini. S. Paolo ammonisce: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto» (Rm 12,2).
2010 -29-