
Dalla biografia della beata Chiara Luce Badano 1971 †1990
Chiara Luce Badano nasce a Sassello nell’appennino Ligure nel 1971 a 17 anni, all'improvviso un lancinante spasimo alla spalla sinistra svela tra esami e inutili interventi un osteosarcoma, dando inizio a un calvario che durerà circa tre anni. Appresa la diagnosi, Chiara non piange, non si ribella: subito rimane assorta in silenzio, ma dopo soli 25 minuti dalle sue labbra esce il sì alla volontà di Dio. Ripeterà spesso: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch'io». Non perde il suo luminoso sorriso; mano nella mano con i genitori, affronta cure dolorosissime e trascina nello stesso Amore chi l'avvicina. Rifiutata la morfina perché le toglie lucidità, dona tutto per la Chiesa, i giovani, i non credenti, il Movimento dei Focolari, le missioni..., rimanendo serena e forte, convinta che «il dolore abbracciato rende libero». Ripete: “Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare”. Non perde il suo luminoso sorriso; mano nella mano con i genitori, affronta cure dolorosissime e trascina nello stesso Amore chi l'avvicina. Rifiutata la morfina perché le toglie lucidità, dona tutto per la Chiesa, i giovani, i non credenti, il Movimento, le missioni..., rimanendo serena e forte, convinta che «il dolore abbracciato rende libero». Ripete: “Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare”. La cameretta, in ospedale a Torino e a casa, è luogo di incontro, di apostolato, di unità: è la sua chiesa. Anche i medici, talvolta non praticanti, rimangono sconvolti dalla pace che le aleggia intorno, e alcuni si riavvicinano a Dio. Si sentivano “attratti come da una calamita” e ancor oggi la ricordano, ne parlano e la invocano. […]. Non si aspetta il miracolo della guarigione, anche se in un bigliettino aveva scritto alla Madonna: «Mamma Celeste, ti chiedo il miracolo della mia guarigione; se ciò non rientra nella volontà di Dio, ti chiedo la forza a non mollare mai!» e terrà fede a questa promessa. Fin da ragazzina si era proposta di non «donare Gesù agli amici a parole, ma con il comportamento». Tutto questo non è sempre facile; infatti, ripeterà alcune volte: «Com'è duro andare contro corrente!». E per riuscire a superare ogni ostacolo, ripete: «E' per te, Gesù!». [Per leggere il testo integrale, cliccare qui]
2010 -39-