Bocconcini Spirituali 2012

 

È perchè siamo tanto misere che ci affezioniamo al fervore sensibile, a sentire sensibilmente l'Amore di Dio; molte volte preghiamo per cercare le consolazioni di Dio… ma non Dio! Teresa di Gesù de los Andes
CRISTO, MIA DOLCE ROVINA!
Cristo, mia dolce rovina, gioia e tormento insieme Tu sei. Impossibile amarti impu-nemente. Dolce rovina, Cristo, che rovini in me tutto ciò che non è amore, impossibile amarti senza pa¬garne il prezzo in moneta di vita! Impossibile amarti e non cambiare vi¬ta e non gettare dalle braccia il vuoto e non accrescere gli orizzonti che respiriamo.
Fra David Maria Turoldo
Il nostro è un cammino lungo, faticoso e anche doloroso, ma nel percorso che facciamo il Signore ci accarezza, ci abbraccia, ci bacia, perché vuole con tutto il Suo Cuore che ci uniamo a Lui per sempre. Siamo chiamati a divenire liberi nello Spirito, liberi d'amare senza alcuna paura e difesa, e nonostante tutto senza essere dipendenti da alcun affetto. Ed è quello che Gesù ci insegna nel passo del Vangelo di Giovanni: solo attraverso la distanza dall'oggetto amato, dai legami che si sono costruiti, si può vivere realmente l'amore nello Spirito di Dio. Sembra un paradosso ma è così, perché la lontananza enfatizza l'amore stesso rendendolo vero affetto senza possessività, dove si ha la certezza che l'altro ci sarà per sempre, in quanto non è oggetto di appartenenza ma soggetto nello Spirito di Dio che vive nell'eternità. La distanza serve proprio a questo, ad unire gli spiriti rendendoli uno con Dio che è Trinità d'Amore. Quando arriviamo a diventare "liberi", la leggerezza a volte sembra superi la pesantezza del corpo e ci si sente uniti, in qualsiasi situazione, al Tutto di Dio. […] e questo può avvenire nell'incontro con l'altro, oppure fra la folla o in mezzo alla natura, perché in quel momento ci percepiamo nell'Unità di Dio Trinità, nel Tutto di Dio Creatore. Il risultato è che già viviamo una fetta di Paradiso qui sulla terra. Se Gesù fosse rimasto fra noi, ci saremmo attaccati affettivamente alla Sua fisica Presenza, ma per noi sarebbe stato un amore che diveniva "finito" alla Sua corporeità. Invece Lui, il nostro meraviglioso Sposo, nella Sua immensa generosità, ci ha lasciato sia il Suo Spirito Consolatore che il Suo Sacratissimo Corpo, con il quale possiamo sponsalmente unirci tutti i giorni della nostra vita. Questa è la risposta per noi che abbiamo fatto la scelta di crescere nello Spirito, vivere l'amore nella sua dimensione più libera, testimoniando nel mondo l'unità d'amore sussistente in Dio Trinità. Gv 16,7: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò.
L'atto con cui gioco il mio destino e in cui compio il mio essere donandolo a Dio, non può che farmi vibrare in modo infinitamente profondo, e svegliare in me quella potenza di gioia, di canto e di lode che mi è sconosciuta finché non ho incontrato l'infinito. Così mi trovo e mi sento prevenuto, avviluppato, chiamato. La conoscenza e l'accoglimento di questa vocazione si dilatano in un sentimento profondo di adorazione, di ringraziamento, di supplica, di umiltà esaltante - in una vibrazione di tutto l'essere, visitato nel suo intimo da Dio che lo penetra e lo supera infinitamente.

JeanMouroux, L'esperienza cristiana, Morcelliana,
24-25

Da quando so che la vita ha uno scopo, non ho più paura.
André Frossard

Dall'Omelia di Benedetto XVI del 1° gennaio 2012, Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio
– Maria è madre e modello della Chiesa, che accoglie nella fede la divina Parola e si offre a Dio come “terra buona” in cui Egli può continuare a compiere il suo mistero di salvezza. Anche la Chiesa partecipa al mistero della divina maternità, mediante la predicazione, che sparge nel mondo il seme del Vangelo, e mediante i Sacramenti, che comunicano agli uomini la grazia e la vita divina. In particolare nel sacramento del Battesimo la Chiesa vive questa maternità, quando genera i figli di Dio dall’acqua e dallo Spirito Santo, il quale in ciascuno di essi grida: “Abbà! Padre!” (Gal 4,6). Come Maria, la Chiesa è mediatrice della benedizione di Dio per il mondo: la riceve accogliendo Gesù e la trasmette portando Gesù. E’ Lui la misericordia e la pace che il mondo da sé non può darsi e di cui ha bisogno sempre, come e più del pane. [Clicca qui per leggere tutta l'omelia].

Benedetto XVI