CONSIDERAZIONI SULLA FEDE.

 

La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” - Eb 11,1

 

La fede è la prima delle virtù teologali, cioè di quelle virtù che hanno come oggetto, come termine DIO:

 

· Dio in quanto SOMMA VERITÀ CREDUTA: FEDE

 

· Dio in quanto SOMMO BENE DESIDERATO: SPERANZA

 

· Dio in quanto SOMMO BENE AMATO: CARITA’.

 

 

Il CV2 così definisce la virtù teologale della fede al n. 5 della DV:

A Dio che si rivela è dovuta l'“obbedienza della fede” (Rm 16,26; cfr Rm 1,5; 2Cor 10,5-6) con la quale l'uomo si abbandona a Dio tutt'intero liberamente prestandogli il pieno ossequio dell'intelletto e della volontà e acconsentendo volontariamente alla rivelazione data da Lui.

Perché si possa prestare questa fede, sono necessari la grazia di Dio che previene e soccorre e gli aiuti interiori dello Spirito Santo, il quale muova il cuore e lo rivolga a Dio, apra gli occhi della mente, e da a tutti dolcezza nel consentire e nel credere alla verità. Affinché poi l'intelligenza della rivelazione diventi sempre più profonda, lo stesso Spirito Santo perfeziona continuamente la fede per mezzo dei suoi doni.

 

La fede quindi è OBBEDIENZA A DIO, in Rm 16,25-26 san Paolo parla della fede come termine del disegno nascosto di Dio che si rivela nel VANGELO perché tutti “obbediscano” alla fede. D'altra parte “chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha reso a suo Figlio” - 1Gv 5,10. “Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” - Gv 14,1

Ma questa obbedienza non è automatica, non è semplice, non è scontata perché non è evidente, è obbedienza vissuta nella fede che è sì luce perché mi fa credere in Dio, ma è tenebra perché lo vediamo ancora confusamente, S. Paolo dirà "come in uno specchio": "Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia" (1Cor 13,12) tenendo presente che gli specchi di allora non riflettevano così come i nostri di adesso.

 

La fede è quindi anche ABBANDONO: cioè è chiudere gli occhi e gettarsi nel vuoto di un'avventura in cui scommettiamo tutto, puntiamo tutto su Dio.

Nonostante la superficialità di tutto il contesto di uno dei films su “Indiana Jones” quello in cui il protagonista era alla ricerca del sacro calice di Gesù, in esso vi è un momento di alta espressione religiosa, quando, alla fine della ricerca, la mappa indica un sentiero che congiunge due pareti rocciose opposte, ma non c’è nessun ponte, nessun mezzo per passare altra roccia, qui il protagonista capisce, tramite un’indicazione della mappa, che il sentiero su cui deve camminare è quello della FEDE e allora fa un passo nel vuoto e – miracolosamente – i suoi piedi si appoggiano su un ponte che appare proprio quando lui fa il primo passo nel vuoto.

La fede è proprio questo: camminare nel vuoto o meglio sul vuoto, senza nessun sostegno se non lei stessa.

 

Per questo la fede non è semplicemente frutto di un atto umano, essa è essenzialmente DONO DI DIO che mi spinge a credere e mi sostiene nel mio atto di fede e mi perfeziona in essa continuamente. Dio quindi con la sua azione interviene all'origine della fede, interviene nel mantenimento di essa e interviene nel perfezionamento di essa.

 

Da ciò ne consegue la considerazione che la FEDE non è una realtà statica, ma dinamica, una realtà in divenire, per cui l'ABBANDONO che essa richiede non è un tuffarsi una volta per sempre, ma è un continuo gettarsi nel buio di una verità creduta, sperata e amata, ma che ancora non vediamo che confusamente.

Mt 14 [29]Ed egli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. [30]Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". [31]E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?".

Lc 17 [5]Gli apostoli dissero al Signore: [6]"Aumenta la nostra fede!". Il Signore rispose: "Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe.

Mc 9 "[22]…Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci". [23]Gesù gli disse: "Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede". [24]Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: "Io credo, ma tu aiuta la mia incredulità".

 

La fede pur illuminando l'esistenza non ne elimina tutti i “perché” che l'uomo grida al cospetto di Dio: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo" - Lc 2,48.

 

Il credente è uno in continua ricerca e si può dire che sia un non credente che si sforza ogni giorno di cominciare a credere… se così non fosse la fede sarebbe un'ideologia, una presunzione di aver tutto compreso, e non il continuo ritorno e il sempre nuovo affidamento a Dio. La fede, insomma è sempre a rischio ed esige un continuo alimento d'amore.

 

L'indifferente, l’agnostico, lo scettico non è altro che una vittima della pigrizia spirituale che porta a sfuggire le “domande vere”.

 

Dobbiamo quindi tutti crescere e perfezionarci nella fede e in questa crescita è senz'altro importante la comunicazione della fede attraverso la testimonianza, che ha come effetto l’aumento reciproco e il sostegno della nostra fede.

 

Ricordo alcuni ambiti importanti della nostra testimonianza della fede:

· quando preghiamo insieme con fervore,

· quando parliamo con semplicità della nostra esperienza di Dio e del suo amore,

· quando sappiamo elevare i discorsi dal materiale allo spirituale,

· ma è soprattutto nella partecipazione all'Eucarestia che noi abbiamo la nostra massima espressione di fede e nello stesso tempo il massimo aiuto per il suo consolidamento e perfezionamento.

 

Dobbiamo crescere ogni giorno nella fede ricordandoci che la fede, in quanto virtù teologale, non è mai troppa: non possiamo infatti avere mai troppa fede né troppa speranza né troppa carità. La fede non è mai troppa, tutt'al più sarà troppo poca: “Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe” - Lc 17,6.

 

Questa presenza nascosta e allo stesso tempo manifesta di Dio nella nostra vita diventa particolarmente forte nell'esperienza del dolore morale, dell'incomprensione, del fallimento, del limite, del peccato. È nel buio del tunnel della sofferenza che la nostra fede si affina, si consolida, si perfeziona.

 

Così come sarà solo sul Calvario che un uomo dirà: "Davvero costui era Figlio di Dio!" - Mc 27,55, è nell'esperienza della croce…

· come fallimento personale: "Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono" - Mt 26,56;

· come solitudine profonda: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" - Mt 27,46;

· come peccato personale: "Donna, non lo conosco!"…E, uscito, pianse amaramente" - Lc 22,57-62;

· come sofferenza atroce: "Gesù, emesso un alto grido, spirò" - Mt 27,50;

che la nostra fede matura.

 

La nostra fede è una partecipazione alla consegna che Gesù morente fa di sé nelle mani del Padre: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” – Lc 23,46. La fede è sempre una partecipazione alla Passione di Cristo, perché consiste nell'abbandonarci nelle mani del Padre e nell’essere poi dilaniati delle nostre contraddizioni. Dilaniati dal nostro egoismo, dalla nostra ignoranza, dai nostri rifiuti che fanno guerra continua alla fede.

 

Per questo la fede in Lui è apprezzata da Gesù e suscita in Lui ammirazione:

Mt 8 [5]Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: [6]"Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente". [7]Gesù gli rispose: "Io verrò e lo curerò". [8]Ma il centurione riprese: "Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. [9]Perché anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fa' questo, ed egli lo fa".[10]All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: "In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande.

Mt 15 [27]"E' vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni". [28]Allora Gesù le replicò: "Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri". E da quell'istante sua figlia fu guarita.

 

Gesù, poi, premia chi crede in Lui: “Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?” - Gv 11,40. Cioè vedremo i suoi prodigi nella nostra quotidianità, esperimenteremo il suo amore e quanto Egli è buono. La vita cristiana si dispiega sulle linee di questa esperienza di un Dio che si nasconde per darci nella fede la gioia di scoprirlo presente e operante.

 

Cosa si aspetta e desidera la Chiesa da ogni suo membro? Che abbia una fede viva! Soprattutto dai preti e dai religiosi!

Cosa il mondo attende dai cristiani? Si tratta di un’attesa non espressa, nascosta, sotterranea, inconscia, ma presente e reale. Cosa cercano da noi? Cosa desiderano in fondo da noi tutti, se non che siamo uomini e donne di fede? Uomini e donne di Dio che li aiutino a trovare Dio, a incontrarsi con Dio. Questa è la speranza nascosta nel cuore di ogni uomo e di ogni donna che dice di non avere fede: trovare qualcuno che lo aiuti a credere!

 

Maria Ssma, la Donna Nuova che

“…per la sua fede ed obbedienza generò sulla terra lo stesso Figlio di Dio, senza contatto con uomo, ma adombrata dallo Spirito Santo, come una nuova Eva credendo non all'antico serpente, ma, senza alcuna esitazione, al messaggero di Dio “ – LG 62

ci aiuti ad essere sempre più profondamente uomini e donne di fede, uomini e donne di Dio per la gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

Inseguendo l’Agnello

Ritiro Spirituale