Il Sacramento della Cresima o Confermazione Questa breve conferenza spirituale ha lo scopo di disporre il vostro cuore alla preghiera, all’incontro con Dio Trinità d’Amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, incontro che siete invitati a fare appena terminato la conferenza. Vogliamo oggi fare oggetto della nostra preghiera il Sacramento della Cresima e ci aiutiamo prendendo in considerazione la formula di conferimento del Sacramento della Cresima. Il vescovo segna il cresimando sulla fronte con il santo crisma dicendo: “Ricevi il siggilo dello Spirito Santoche ti è dato in dono" - Il cresimato risponde "Amen". "La pace sia con te" - "E con il tuo spirito" Per capire questa formula dobbiamo tenere presente che la redenzione dell’umanità voluta dal Padre, effettuata dal Verbo incarnato e partecipata ai singoli dallo Spirito Santo attraverso i Sacramenti della Chiesa, consiste in una rigenerazione spirituale con cui si viene conformati – trasformati nel Figlio: “E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore” (2Cor 3,18) Lo Spirito Santo nel s. Battesimo opera un sacro lavacro che ci purifica dai peccati e ci fa nuove creature: Tt 3[3]Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell'invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda. [4]Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, [5]egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, [6]effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, [7]perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna. Ora, lo Spirito Santo nella s. Cresima ci viene infuso per portare a pienezza quanto ha operato nel s. Battesimo. Nel s. Battesimo l’essere umano viene fatto figlio di Dio, riceve un gran dono! Dono dei doni: chiamare Dio “Abbà” – “Babbo mio” – “Papà” (Gal 4,6). Si tratta di una nuova nascita: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5), nasce una “nuova creatura” (Gal 6,15), “figlia adottiva” (Rm 8,15) di Dio. Ma questa nascita è in germe, è una potenzialità reale che viene immessa nella nostra natura umana che viene elevata nella figliolanza divina. Questo germe non cresce magicamente, ma nel dialogo delle due libertà, quella di Dio e quella nostra. Così come nell’embrione fecondato c’è tutto l’uomo adulto o la donna di domani, c’è già tutto, per cui quell’embrione ha tutta la dignità dell’essere umano, così nel s. Battesimo noi siamo figli di Dio, veri figli di Dio, ma in embrione che deve crescere e fino “allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” (Ef 4,13). Così come la dignità fondamentale dell’essere umano non cambia dallo stato embrionale allo stato della anzianità, e un anziano non ha né meno né più dignità e valore di fanciullo o di un embrione fecondato, anche la dignità fondamentale del cristiano è uguale e deriva dal s. Battesimo: tutti abbiamo una uguale dignità di figli di Dio: dal bimbo appena battezzato al prete che consacra e assolve, al Santo Padre che conferma (cf Lc 22,32) e guida (cf Gv 21,15-17) La nostra santificazione si realizza in un dialogo d’amore in cui Dio ci chiede se l’amiamo e aspetta la nostra risposta (cf Gv 21, 15-17) attendendo da noi di essere dissetato dall’arsura d’Amore che lo consuma eternamente (cf Gv 4,7; 19,28). Ora perché noi potessimo rispondere a questa sete divina, il Padre e il Figlio hanno riversato nei nostri cuori il loro Amore (cf Rm 5,5), il Solo che permette a noi di riempire la nostra brocca per dissetare la sete di Dio Ora, appunto perché tutti noi potessimo avere la capacità di portare a maturazione il germe divino del s. Battesimo che abbiamo ricevuto e quindi fossimo resi capaci di rispondere da figli di Dio a tutte le istanze che incontriamo nella nostra esistenza terrena, ci viene donato lo Spirito Santo, che è l’Amore stesso del Padre e del Figlio, Amore Onnipotente, Amore Creatore e Rinnovatore di tutto. Potenza d’Amore Infinita che sempre accompagnò e condusse il Figlio di Dio nel suo peregrinare terreno: nel nascondimento iniziale dell’Incarnazione (cf Lc 1,35), nella proclamazione pubblica della sua messianicità (cf Lc 3,22), nel suo cammino verso la morte (cf Lc 4,1). Il Sacramento della s. Cresima è quindi in ordine al dinamismo di crescita della vita battesimale: ricreato nel s. Battesimo a immagine di “Dio Amore” (1Gv 4,8.16) il cristiano per giungere alla “piena maturità di Cristo” (Ef 4,13) deve amare come Gesù, vivendo l’eredità del Maestro: “Vi do un comandamento nuovo che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 13,34). Ora, carissimi fratelli e sorelle, questo ci hanno regalano il Padre e il Figlio nella s. Cresima: il loro Amore perché noi potessimo amare. Ma il Dono viene consegnato in un dialogo d’amore e quindi libero. Ebbene, la nostra libertà in cosa la esercitiamo, qual è l’oggetto precipuo della nostra libertà? Qual’è cioè la scelta libera che rappresenta la nostra parte in questo dialogo d’amore? La nostra parte la indica il Vescovo nella formula di conferimento del Sacramento: “Ricevi”, cioè accogli, cosa? Lo Spirito Santo, cioè l’Amore del Padre e del Figlio, Amore sussistente e onnipotente. Perché dobbiamo accogliere l’Amore? La risposta è ovvia, semplice e facile, eppure allo stesso tempo troppo sconosciuta, travisata e ardua. Cosa può volere mai l’Amore consegnando se stesso? Cosa può desiderare mai l’Amore quando entra in un uomo, in una donna? La risposta è ovvia, semplicissima e facilissima: l’Amore desidera e può desiderare solo di amare e di essere amato. L’Amore si consegna a noi perché solo lasciandoci amare dall’Amore possiamo avere la forza di amare. Ecco dunque la nostra parte nel dialogo d’amore con Dio: LASCIARSI AMARE, ACCOGLIENDO L’AMORE DI DIO NEL NOSTRO CUORE. PERMETTENDO A DIO DI AMARCI COSÌ COME SIAMO, CON I NOSTRI DIFETTI, MANCANZE, IMPERFEZIONI, PECCATI E VIZI, CREDENDO ALLA POTENZA DI UN AMORE PIÙ FORTE DI OGNI PECCATO E MISERIA. Un Amore che ci fa nuovi non una volta, ma sempre e mai si stanca di accoglierci e rifarci nuovi. Vedete, lo sbaglio che facilmente facciamo un po’ tutti è quello di pensare che la nostra risposta a Dio debba primariamente vertere nell’ordine del fare, dell’impegno, dello sforzo, dell’ascesi, non capendo che l’ascesi sarà realmente possibile solo come “frutto” della presenza dell’Amore di Dio nei nostri cuori, ma l’Amore di Dio è frustrato nella sua presenza se noi non gli permettiamo di amarci così come siamo, totalmente, lasciandoci immergerci d’Amore, annegandoci d’Amore. Finché noi vorremmo nuotare e non annegare nell’Oceano dell’Amore di Dio non possiamo trasformarci in Amore. “Ricevi”, cioè “lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo” (Lc 1,35): Lui scende, tu devi accoglierLo. Maria ci insegna il come: “Si faccia di me secondo la tua parola” (Lc 1,37). Maria si pone passivamente nei confronti dello Spirito: Faccia Lui, faccia pure, faccia quello che vuole! E Lui fece l’Incarnazione! La bellezza e lo splendore della Verginità di Maria consiste essenzialmente in questa sua capacità di ricevere lo Spirito Santo. Si tratta di una passività che è attiva recettività: capacità di disporre se stessi ad accogliere l’Amore Potente e Infuocato di Dio e lasciarsi lavorare dall’Amore, cioè lasciarsi amare. Attiva recettività: tutta l’attività, lo sforzo, l’impegno di Maria non fu nel fare qualcosa per Dio, ma nel lasciarsi fare da Dio, lasciarsi plasmare dallo Spirito Santo, poiché Egli è Amore sussistente, tutto questo significa lasciarsi amare dall’Eterno Amore. Il Dono di Dio ricevuto nella s. Cresima è l’Amore sussistente del Padre e del Figlio che è sceso con potenza su di noi rendendoci capaci di rispondere al dono ricevuto nel s. Battesimo di essere figli di Dio. Il s. Battesimo è una configurazione a Gesù Cristo operata dallo Spirito in un “lavacro di rigenerazione” che realizza in noi la nascita di una nuova creatura, il s. Battesimo è il Sacramento della nascita, dell’inizio della vita di figlio di Dio. Questa vita però non cresce magicamente, ma nel dialogo delle due libertà: quella di Dio e quella nostra, perché potessimo rispondere adeguatamente alle istanze del Padre su di noi, lo Spirito Santo opera una ulteriore nostra conformazione a Gesù Cristo nel sacramento della s. Cresima, comunicandoci l’attitudine di Gesù Cristo a lasciarsi condurre in tutto dallo Spirito Santo, cioè dall’Amore sussistente, a lasciarsi quindi condurre dall’Amore per vivere d’Amore e morire d’Amore. CCC 1304 Come il Battesimo, di cui costituisce il compimento, la Confermazione è conferita una sola volta. Essa infatti imprime nell'anima un marchio spirituale indelebile, il “carattere”; è il segno che Gesù Cristo ha impresso sul cristiano il sigillo del suo Spirito rivestendolo di potenza dall'alto perché sia suo testimone [Cf Lc 24,48-49]. Non si può dir nulla della s. Cresima che non sia riferimento a quanto già ricevuto nel s. Battesimo di cui è “compimento”, la s. Cresima conferma il s. Battesimo e lo conferma non in riferimento all’essere figli di Dio, perché con il Battesimo siamo pienamente e perfettamente figli di Dio, non ci manca nulla di dignità e gloria, lo conferma in riferimento alla sua vitalità, alla sua crescita e sviluppo che non si attua senza la nostra partecipazione, senza il nostro “SÌ” rinnovato in ogni situazione o circostanza della nostra esistenza. La s. Cresima è conferita al battezzato “perché sia suo testimone”, è dunque il Sacramento della testimonianza, il cresimato è un testimone, ma testimone di che cosa? Testimone del s. Battesimo che ha ricevuto. Testimone, cioè si presenta al mondo come figlio di Dio. Testimone, cioè persona che vive il Vangelo di Gesù Cristo e quindi che testimonia al mondo, cioè fa vedere al mondo, rende presente nel mondo l’Amore di Gesù con una vita simile alla sua, che ne ricalca le orme (cf 1Pt 2,21). Testimone, dunque persona che ama come ha amato Gesù Cristo, vivendo quanto Lui ha comandato di vivere a chi volesse essere suo discepolo: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34). La s. Cresima è dunque il Sacramento dell’Amore che si rende presente nel battezzato come forza e potenza di vita, di testimonianza, rendendo possibile amare come Gesù. Per amare come Gesù bisogna essere come Gesù, per questo riceviamo i Sacramenti del s. Battesimo e della s. Cresima che ci conformano a Gesù nel suo essere figlio di Dio (s. Battesimo) e nella sua capacità di amare come Lui (s. Cresima). Per questo il s. Battesimo ha bisogno di essere confermato dalla s. Cresima. j.m.j. |


Inseguendo l’Agnello |