Liturgia di Domenica prossima

Presentazione della
Liturgia della Parola 
della XII Domenica del
Tempo Ordinario "A"

25 Giugno 2017

 

Testi della Liturgia

 

“Non temete: voi valete più di molti passeri!”

Carissimi fratelli e sorelle,

nel breve brano del Vangelo che abbiamo appena proclamato è risuonato nella nostra assemblea, per ben tre volte, l’invito del Signore Gesù a non avere paura. Ebbene, vorrei – con l’aiuto dello Spirito Santo – riuscire a farvi entrare dentro questi inviti del Signore, perché possiamo essere nel mondo dei testimoni forti e coraggiosi della sua Parola che salva.

“Non temete gli uomini poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti”.

Qui il Signore Gesù invita i suoi Apostoli a non farsi vincere da ogni timidezza, vergogna, paura che li potesse portare a chiudere le proprie labbra alla proclamazione del Vangelo. Gli Apostoli hanno ricevuto dal Divino Maestro la missione di “ammaestrare tutte le genti” (Mt 28,19), facendo risuonare ovunque quanto Egli insegnò loro nei tre anni che li volle con Sé.

Paolo, riprendendo quest’insegnamento del Maestro, dirà al suo discepolo Timoteo: “Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole” (2Tm 4,2-4). 

«“Non temete gli uomini”, ci dice oggi il Signore. Non si tratta semplicemente di un incoraggiamento psicologico. Gesù pensa piuttosto alla paura, allo scoraggiamento, alla sfiducia che il discepolo può vivere di fronte agli uomini che si oppongono alla predicazione del Vangelo, ed in questo modo sembrano far fallire l’opera stessa di Cristo. Che cosa rende forte e coraggioso il discepolo del Signore? L’intima convinzione che non potrà accadere a lui se non ciò che è accaduto a Cristo» – Mons. Carlo Caffarra.

La persecuzione è propriamente il bagaglio di viaggio di ogni buon cristiano secondo la promessa di Gesù:

«In verità vi dico: non c'é nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna» – Mc 10,29-30. 

La Parola di Dio, infatti, è sempre scomoda, provocatrice e illuminatrice (cf Eb 4,12-13) e dà fastidio a chi preferisce vivere nelle proprie comode tenebre (cf Gv 1,5; 3,19). E così, “tutti quelli che vogliono vivere pia-mente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (2Tm 3,12). Ne seppe qualcosa di questo il profeta Geremia, che ebbe a patire non poco per Essa. Infatti, incaricato dal Signore di un messaggio duro per Gerusalemme, fu odiato e perseguitato, ma seppe star fermo nella fiducia di avere al suo fianco Dio (prima lettura).

 Veniamo ora al secondo invito di Gesù: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna”.

I primi cristiani vissero l’esperienza della persecuzione fisica e la stessa esperienza la vivono oggi molti cristiani in alcuni Paesi dove è in atto la persecuzione religiosa. Il mondo di ieri e di oggi, comunque, non sopporta che la Parola risuoni alla proprie orecchie e cerca sempre di uccidere chi la proclama, se non fisicamente almeno moralmente, deridendo ed emarginando. Ma qualunque pressione operi il mondo per far desistere i cristiani dalla proclamazione della Parola, qualunque condizionamento venga messo in atto, essi non possono tacere perché bisogna obbedire a Dio e non agli uomini (cf At 4,19).

“Non hanno il potere di uccidere l’anima…”, il mondo rinchiude tutta la sua fallace sapienza, tutte le sue allettanti proposte, tutte le sue prepotenti minacce, al materiale, al passeggero, al superficiale, evitando sempre con cura di entrare nella dimensione dello spirituale e quindi dell’anima e della vita eterna per la quale essa ci è stata donata. Carissimi fratelli e sorelle, se vogliamo uscire interiormente vincitori nell’inevitabile scontro con il mondo, dobbiamo farci forti delle verità eterne della nostra fede, dobbiamo assimilarle, farle nostre perché diventino luce e guida delle nostre scelte e dei nostri comportamenti. La prima verità che dobbiamo assimilare è quella della “vita eterna”: non cadiamo nel tranello di credere che siamo fatti solo per questa piccola terra, siamo fatti per qualcosa di infinitamente più grande, più bello che si chiama “vita eterna”. Tutti gli umani ragionamenti crollano di fronte ad essa e manifestano la loro inconsistenza, non facciamoci dunque strappare dal cuore e dalla mente questa verità che vivremo per sempre al di là della morte fisica, perché la nostra anima è immortale e che “tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male” (2Cor 5,10). 

 Veniamo ora al terzo invito di Gesù a non aver paura: “Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!”.

Dopo aver detto ai suoi di annunciare la sua Parola senza paura della prepotenza degli uomini perché c’è un castigo eterno, richiamandosi così alla potenza, alla forza e grandezza di Dio, ora Gesù richiama i suoi Apostoli all’amore del Padre per noi. 

«“Voi valete più di molti passeri!” La tenerezza di un Dio che si prende cura dei passeri, che tiene conto delle mie cose più fragili ed effimere: mi conta i capelli in capo. Sono un passero che ha il nido nelle mani di Dio, eppure ho paura, perché i passeri continuano a cadere a terra, continuano a morire bambini a migliaia, venduti per poco più di due denari. Lui lo sa e ripete per tre volte: Non temete, non abbiate paura, non abbiate timore. Neppure un passero cade a terra senza che Dio lo voglia. Ma allora è Dio che spezza il volo? È Lui che vuole la morte? No. La parola greca (aneu) è tradotta in modo errato, essa non evoca il volere di Dio, ma significa «senza Dio, lontano da Dio, senza che lui ne sia coinvolto». Nulla accade nell'assenza di Dio; invece molte, troppe cose accadono contro il volere del Padre. E allora il dramma non è solo nostro, esso è anche di Dio (Turoldo). Che è presente, partecipa, si china su di me, intreccia la sua speranza con la mia, il suo respiro con il mio, la sua parola con la mia, Dio non si colloca tra salute e malattia, ma tra disperazione e fiducia. […] Dio sta nel riflesso più profondo delle lacrime, per moltiplicare il coraggio. Non uccide gli uccisori di corpi, dice che qualcosa vale più del corpo. Non placa le tempeste, dona energia per continuare a remare dentro qualsiasi tempesta. E noi proseguiamo nella vita per il miracolo di una speranza che non si arrende, di cuori che non disarmano. Verranno notti e reti di cacciatori, verrà anche la morte, ma nulla ci potrà separare dall'amore di Dio, né spada, né morte, né angeli, né demoni (Rom 8,39). Sì, è vero i passeri e i capelli contati hanno da attraversare la morte. Ma nulla andrà perduto. Gesù mi insegna a proclamare il diritto a che mi sia restituito fino all'ultimo capello di quel corpo che ha sofferto e testimoniato che la vita appartiene solo a Dio» – P. Ermes Ronchi.

Ecco, possiamo trovare proprio in quest’amore di Dio per noi, l’aggancio per la seconda lettura di oggi dove Paolo ci ha ricordato come esso sia veramente sovrabbondante e non si lascia vincere da nessuna chiusura o miseria umana. L’esperienza concreta di quest’amore sovrabbondante di Dio, sia per ciascuno di noi fonte di una incrollabile speranza della possibilità di un mondo nuovo. 

Di fronte alla continua, tremenda pressione del mondo degli anti-valori, di fronte ai suadenti e fortissimi condizionamenti messi in atto dal mondo dei senza-Dio, di fronte al progressivo svuotamento morale delle masse, di fronte alla dilagante corruzione delle coscienze, mai dobbiamo perdere di vista la presenza in questo stesso mondo di un “Amore” più forte, più potente, più grande che non getta la spugna e si arrende lasciandolo andare in rovina, ma che interpella la singola persona per permettergli di attuare la sua opera di redenzione. Infatti, il Salvatore del mondo, il Signore nostro Gesù Cristo cerca, ancora oggi, persone che Gli permettano di continuare a gridare al Padre che perdoni questo mondo che non sa quello che fa (cf Lc 23,34), persone che come agnelli in mezzo ad un mondo di lupi (Mt 10,16) vivano il Vangelo dell’amore seguendo fino in fondo il suo esempio, accettando di portare con Lui, in Lui e per Lui la propria croce, cooperando così alla salvezza di questo povero mondo che va alla deriva.

La Vergine Maria ci aiuti in questo e ci aiuti a non arrossire del Vangelo (cf Rm 1,16) e ad essere cristiani autentici che temono solo di non ricambiare abbastanza quell’amore con cui il suo Divin Figlio ci ha amati.

Amen.     

                         

j.m.j.