Quinta Domenica di Quaresima
Anno C

21 Marzo 2010

Prima Lettura:
Is 43,16-21
Dal Salmo 125
Seconda Lettura:
Fil 3,8-14
Canto al Vangelo: Ez 35,11
Vangelo: Gv 8,1-11

Inseguendo l’Agnello

"Donna, nessuno ti ha condannato?"

Carissimi fratelli e sorelle,
oggi sembra che il nostro evangelista Luca, che ci sta accompagnando nel nostro cammino verso Gerusalemme per far Pasqua con Gesù, ci abbia abbandonati perché abbiamo ascoltato questo brano stupendo del capitolo ottavo di Giovanni: La donna adultera. In realtà il distacco potrebbe essere  apparente, ma non reale, perché tra gli studiosi della Bibbia, i più sono concordi nell’attribuire a Luca e non a Giovanni questo brano che, non si sa come, fu inserito nel Vangelo di Giovanni per qualche errore di antichi copisti dei manoscritti.
Quello odierno è un Vangelo che si presta moltissimo ad una contemplazione amorosa del mistero. Come vi ho detto già un’altra volta, per contemplare un brano evangelico occorrono essenzialmente due virtù: una fede semplice, senza tanti fronzoli, una fede semplice da bambino e un amore grande, appassionato, per Gesù. Ecco, se abbiamo queste due virtù possiamo avvicinarci a questo Vangelo per tentare una contemplazione di esso.
L’evangelista inizia il racconto ponendo Gesù sul monte degli Ulivi dove passa la notte, possiamo presumere in preghiera: va ad abbeverarsi alla sorgente del Padre, di quella Sapienza che riverserà poi nell'insegnamento al popolo nel tempio.
All’alba scende al tempio e si siede a insegnare attorniato dal popolo che Lo ascolta, che bella questa scena: Gesù che insegna e tanti che Lo ascoltano…, che bevono alla sorgente della vita eterna. Pensiamo alla gioia di Gesù nell’insegnare: Lui è la Parola, il Verbo… e che può mai desiderare la Parola se non di essere ascoltata! Pensiamo all’attenzione con cui era ascoltato da quella gente del popolo. Ascoltavano il Maestro che parlava loro del Regno di Dio, della vita eterna, del Cielo invitandoli ad avere fiducia nel Padre. Pensiamo a queste persone che Lo ascoltavano…, come Lo ascoltavano…, cosa provavano nel loro cuore quando Gesù parlava…
Quanto bisogno ha ciascuno di noi di fare questa esperienza! E la Quaresima, in particolare, è il tempo più propizio per fare questa esperienza: permettere a Gesù di parlarci, toccarci il cuore, illuminarci la mente e sollevare la nostra vita un po’ più in alto per ridimensionare così tutti quei problemi che ci assillano, turbano, angosciano, intristiscono e che hanno bisogno della sua Sapienza per essere affrontati con serenità e pace.
Ecco, mentre Gesù insegnava con amore a quella gente del popolo, arriva quella turba di persone inferocite dalla cattiveria, che gridano, urlano trascinando una povera donna davanti a Lui.
Fermiamoci un attimo a contemplare questa turba di gente: guardiamo i loro visi così stravolti dall’ira, dalla cattiveria… Guardiamo i loro occhi così pieni di malizia… Guardiamo i loro cuori così colmi d’odio… Hanno portato una povera donna per accusarla davanti a Gesù. Sapevano infatti che il Maestro predicava la misericordia, volevano così riuscire a prenderLo in fallo provocandoLo a dire un qualcosa per salvare la vita di quella povera donna.
Sono veramente cattivi, molto probabilmente avevano orchestrato tutto loro, infatti presentano a Gesù l’adultera, ma non l’adultero: dov’era l’amante che, secondo la Legge, doveva essere anche lui lapidato a morte?
Di fronte a questa presenza Gesù si distacca…, non guarda nessuno di loro, non guarda neppure la donna…, non vuole infatti che si senta umiliata da un Suo sguardo mentre è accusata da tutti e additata ad essere guardata come una svergognata da lapidare, non vuole che il Suo sguardo possa essere travisato e confuso con quegli sguardi senz’amore.
E scrive per terra…, non risponde al meschino quesito che Gli pongono se vada o meno lapidata quella peccatrice… scrive per terra. Tanti si sono chiesti: chissà cosa scriveva Gesu? Qualcuno pensa che scrivesse sulla sabbia i loro peccati…, altri che scrivesse: Ipocriti… Ipocriti. Ma qualunque cosa Egli scrivesse, molto probabilmente, era solo un gesto con cui Gesù, che pur essendo Dio dall’eternità, è uomo come noi, stava scaricando la Sua tensione nervosa, la sua santa ira di fronte a tanta cattiveria che Gli vomitavano addosso… Chissà quanta umana voglia aveva di fulminarli tutti, eppure fu anche con loro dolce e misericordioso!
Poiché insistono arrogantemente, il Maestro si alza in piedi e li guarda… Pensiamo a questo sguardo di Gesù…, li penetra con il Suo sguardo… Lui è il Verbo di Dio, la Parola di Dio fatta carne che
“…è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto” – Eb 4,12-13
Gesù li guarda…, anche loro nella loro cattiveria e malizia, li guarda con amore…, il Salvatore del mondo, il Redentore dell’uomo ha pietà di loro: li conosce uno per uno e per ciascuno di loro fra poco avrebbe donato la vita svenato d’amore!
Li guarda e dice loro: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Quelli erano sicuri di averLo messo con le spalle al muro, di averLo incastrato con il loro tranello, ma si sbagliavano di grosso perché Gesù è Dio e Dio non Lo si può raggirare né incastrare: è Dio!
“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei…”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi".
Ogni volta che Gesù ci parla ci fa entrare dentro noi stessi, ci fa andare in profondità, ci fa scendere nel cuore, ci mostra la nostra verità. Quella gente sbraitava e si agitava per una motivazione apparentemente giusta e si appellava alla giustizia di Dio per avallare la propria iniquità…
Le motivazioni nascoste! Quante volte agiamo iniquamente, maliziosamente travestendo le nostre intenzioni di virtù? Chi può smascherarci quand’anche mentiamo a noi stessi? Solo Lui può farlo perché Lui è “la Verità” (Gv 14,6) che illumina le nostre menzogne (cf Gv 1,5). Entriamo nel cuore di quella gente…, che grazia hanno ricevuto! Quanto amore il Signore ha avuto per loro, sono “rientrati in loro stessi” come il figliol prodigo di domenica scorsa…, hanno capito la loro malizia nascosta, si sono ricordati chissà di quanti peccati che avevano commesso: debolezze, fragilità, miserie… erano dei poveri peccatori anche loro, altro che arrogarsi di giudicare qualcuno! Com’è difficile ammettere di essere dei poveri peccatori… com’è difficile! Eppure finché non hai il coraggio e la sincerità di ammetterlo, Gesù non ti salva perché Lui è venuto solo per i poveri peccatori, non è venuto né per i santi, né per i giusti (cf Lc 5,32; Mc 2,17).
Ecco – carissimi fratelli e sorelle – la grazia che dobbiamo chiedere in questa settimana per prepararci bene a far Pasqua con Gesù, la grazia di un incontro profondo con la Parola, la grazia di incontrarmi con questo sguardo dolcissimo di Gesù per fare verità dentro di me e far emergere alla mia coscienza la mia miseria.
Adesso che tutti se ne sono andati, adesso Gesù la può guardare quella povera donna. La guarda con amore e compassione e in quello sguardo la donna ritrova la sua dignità. Per la prima volta nella sua vita quella donna si sente guardata senza essere giudicata, guardata con uno sguardo che l’accoglie così come è senza giudicarla, guardata con uno sguardo che entra dentro la sua miseria umana non coprendola o scusandola o banalizzandola, ma illuminandola in tutta la sua verità assumendola su di sé, facendosene carico.
E così l’Unico che poteva lapidarla perché veramente senza peccato si fa lapidare al suo posto perché lei fosse liberata dalla vergogna e dalla colpa: Lui si fatto maledetto perché noi fossimo benedetti (cf Gal 3,13-14), Lui si è fatto peccato perché noi fossimo fatti figli (cf 2Cor 5,21), Lui si è fatto brutto, talmente brutto da non sembrare più neanche un uomo (cf Is 53,3), perché noi fossimo fatti belli!
Ecco, carissimi fratelli e sorelle: “Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?” (prima lettura) Guardate quella donna ora che si è incontrata con Gesù, è una donna nuova, un creatura nuova, quella donna che aveva tradito il marito e la propria dignità non c’è più, non è più lei, quella era la donna vecchia ora è donna nuova perché ha incontrato Gesù. Tutto il suo passato, ora che ha conosciuto Gesù, non gli appartiene più, perché Lui glielo ha espropriato e fatto proprio per inchiodarlo sulla croce (cf 1Pt 2,24-25; Col 2,13-14). Guardandosi indietro rileggendo la storia della sua vita, ora lei non vi legge più la parolamiseria”, ma vi legge “misericordia”! Ecco chi è il vero cristiano, ecco chi è la vera cristiana: colui e colei che sanno leggere “misericordia” dove avevano scritto “miseria”!
Possiamo così capire Paolo (seconda lettura), come anche lui, fatto nuovo dentro dallo sguardo misericordioso di Gesù, da quel momento non è più lo stesso e tutto ciò che prima aveva per lui valore, ora non ne ha più, ciò che prima per lui era tutto ora è “spazzatura”, perché quello sguardo lo ha conquistato e ora non può più vivere come viveva prima perché è una “creatura nuova”, infatti “se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove” (2Cor 5,17) Il passato così non c’è più: è sepolto da un’oceano immenso di misericordia, anche quando si guarda indietro non vede altro che misericordia e allora corre, corre “tenendo fisso lo sguardo su Gesù” (Eb 12,2), corre, la sua vita ormai è una corsa (cf 1Cor 9,26; 2Tm 4,7) verso quella corona di gloria che il Padre ha riservato per i suoi figli in Gesù (seconda lettura).

La Vergine Maria ci accompagni sempre più strettamente durante questa ultima parte del nostro cammino dietro Gesù che va “decisamente verso Gerusalemme”.(Lc 9,51) e ci aiuti a tenere ben fermo il nostro passo e ben fisso il nostro sguardo su di Lui per partecipare con Lui, fino in fondo, alla sua immolazione d’amore e alla sua risurrezione gloriosa.  Amen.