Liturgia di Domenica prossima

Testi della Seconda Domenica del Tempo Ordinario 17 gennaio 2021

 

“VENITE E VEDRETE!”

Carissimi fratelli e sorelle, 

lunedì scorso abbiamo iniziato a celebrare il tempo liturgico chiamato TEMPO ORDINARIO caratterizzato dal colore verde della speranza. Questo tempo non ha la sua prima domenica perché inizia di lunedì e così oggi è la seconda domenica del Tempo Ordinario e non la prima. È un tempo che sarà interrotto in occasione della santa Quaresima e riprenderà il suo svolgersi il Lunedì dopo la Pentecoste e si distenderà fino alla Domenica di Cristo Reche precede immediatamente il Tempo di Avvento.

Mentre negli altri tempi celebriamo in particolare qualche aspetto del mistero pasquale di Gesù Cristo: nell’Avventol’attesa della venuta del Salvatore, nel Tempo di Natale l’Incarnazione e la vita nascosta a Nazaret, nella Pasquacelebriamo solennemente la sua passione, morte e risurrezione e nella Quaresima ci prepariamo a celebrarla; il Tempo Ordinario, invece, scivola di domenica in domenica sull’onda dell’ordinarietà ciclica della festività domenicale. Centro del Tempo Ordinario è la domenica come giorno del Signore, giorno della realizzazione di tutte le promesse di Dio, giorno dell’incontro e dell’anticipo della grande festa di lassù quando Lui ci farà sedere alla mensa del Padre suo e passerà a servirci (cfr Lc 12,37).

E di domenica in domenica i fedeli nella Chiesa sono invitati a camminare dietro Gesù, a seguire l’Agnello ovunque Egli li porti (cfr Ap 14,4). Andiamo dietro dunque a Gesù in questo tempo, andiamogli dietro perché vogliamo conoscerlo meglio, vogliamo approfondire il nostro rapporto con Lui, vogliamo entrare dentro il Suo messaggio, entrare in profondità nel Suo Vangelo per essere poi capaci di trasmetterlo attraverso la santità, la bellezza, l’armonia, la trasparenza della nostra esistenza, esistenza segnata per sempre da questo incontro con Lui per il quale abbiamo lasciato perdere tante altre cose (cfr Fil 3,7ss). 

Ma veniamo alla Liturgia di oggi, altrimenti poi qualcuno si potrebbe stufare per una predica troppo lunga…

Samuele, nella prima lettura, è simbolo di ogni uomo che Dio chiama e Dio chiama ogni uomo. Dio Padre ha creato la persona umana per entrare in rapporto con lei. Samuele con la sua storia evidenzia come il protagonista di questo rapporto, colui che cerca l’altro per primo, il primo a muoversi, a stimolare, a provocare quest’incontro è Lui, è Dio: il Padre, il Padre che chiama, chiama…

Ma Samuele non capisce, pensa che sia Eli a chiamarlo… e cerca Eli invece di cercare Dio: è la storia di buona parte dell’umanità chiamata ad elevarsi a Dio e che invece si disperde e si esaurisce in una molteplicità di rapporti, incontri, ricerche varie nessuna delle quali può riempire il suo cuore.

Anche noi come Samuele abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia capire chi è che ci chiama veramente, chi sta sotto tutte le quelle seti e desideri che sono presenti nel nostro cuore, e sono presenti solo perché ce li ha messi Lui per portarci a Lui e che noi invece indirizziamo altrove.

Abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a disporci ad accogliere Dio, ad ascoltare Dio, ad aprirci a Dio, è proprio quello uno dei compiti del prete, del sacerdote e proprio questo farà Eli. “Figlio mio, quando sentirai la prossima volta quella chiamata, rispondi così: Parla, Signore che il tuo servo ti ascolta.”

Dio ci parla sempre, non cessa mai di parlarci nel suo ETERNO SILENZIO, ci parla senza parole nel profondo del cuore dove ci chiama, ci chiama e bussa dal di dentro, ma noi non siamo in grado troppo spesso né di sentirLo e quindi tanto meno di risponderGli adeguatamente.

Non possiamo sentirLo perché Lui è SILENZIO ETERNO e Lui parla nel SILENZIO e col SILENZIO, senza SILENZIO non è possibile percepirne la sua Voce, per questo uno dei segni che veramente stiamo cercando Dio e che cerchiamo il SILENZIO, il SILENZIO raccoglie la persona in sé e la rende tesa all’ascolto, il SILENZIO attiva la nostra recettività, potenzia le nostre antenne del cuore, dell’anima…

Abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti, che faciliti il nostro incontro con Colui che cerchiamo. La persona umana potremmo definirla essenzialmente come qualcuno alla ricerca, come un’assetata, un’affamata… il tossicomane in crisi di astinenza che spasima la droga è un’immagine che rende bene ciò che la persona umana è: ricercatrice affamata e assetata di vita, di felicità, di amore, di gioia, di pace, di verità… “Come la cerva anela alle fonti, così l’anima mia anela a te, mio Dio!” (Sal 42,2)

Ecco, nella storia della salvezza una di queste persone incaricate da Dio di aiutare l’umanità ad incontrarsi con Lui e a sfamare la propria fame e dissetare la propria sete profonda fu Giovanni il Battista. 

Le persone che avevano capito che dietro alla loro infinita inquietudine c’era il desiderio di incontrarsi con Dio andavano da lui e lui li aiutava così come Eli aiutò Samuele. La gente gli chiedeva: «Cosa dobbiamo fare?» e lui a tutti indicava la strada dell’incontro: «Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha… chi imbrogliava non imbrogli più… chi è forte non sia prepotente… “ (cfr. Lc 3,10ss) invitava tutti a convertire il proprio cuore e a preparare nell’umiltà la strada a Dio che veniva a loro e rimproverava con asprezza coloro che credevano di potersi incontrare con Dio solo perché venivano a farsi a battezzare esteriormente senza una autentica umile ricerca di Dio (Mt 3,1ss).

Ecco finalmente giunto il momento dell’incontro arriva l’Agnello, il compito del Battista si esaurisce indicandoLo al mondo: «Ecco l’Agnello di Dio!» (Gv 1,36) ora egli “deve diminuire e Lui crescere” (Gv 3,30). Che bella questa figura di Giovanni nel suo essere indicatore di Gesù, non porta le persone a sé, le porta a Gesù. L’incontro delle persone con Giovanni Battista è un’icona, un’immagine della realtà profonda di ogni nostro incontro e relazione tra le persone. Come sarebbe bello e come sarebbe più bello il mondo se ognuno capisse questa missione che ciascuno riceve di essere indicatore Suo, strumento dell’incontro con Lui.

Se… se lo ricordassero di più i genitori… strumento dell’incontro di Dio con i loro figli… 

Ma quanto spesso sono i figli chiamati ad essere strumento dell’incontro di Dio con la loro mamma e il loro papà… Quanti genitori si avvicinano a Dio grazie alla mediazione dell’innocenza dei loro bambini che li invita ad avvicinarsi a Dio quando accompagnano i loro bimbi al catechismo… o quando li guardano mentre servono la Messa… e quanti genitori hanno ritrovato la fede grazie alla fede coerente e bella di qualche loro figlio!

Se… se lo ricordassero di più gli amici… amici per aiutarci a incontrare Gesù il Salvatore…

Se… se lo ricordassero di più i fidanzati!… Se… se lo ricordassero di più i fidanzati!  Come sarebbe più bello l’innamoramento… perché sotto ci sarebbe quell’altro innamoramento senza il quale l’altro non regge alla prova della bellezza: l’innamoramento di Dio, la ricerca appassionata di Lui e quindi fidanzato e fidanzata che si aiutano per amarLo di più e in Lui scoprono un amore più profondo, più bello, più vero perché Suo e l’amore se non è da Dio non è amore (cfr 1Gv 4,7) ma passione passeggera!

Col Battesimo tutti noi abbiamo ricevuto la missione del Battista: indicare Gesù… e questo sempre, anche quando dormiamo, se dormiamo nel Signore diventiamo indicatori di Gesù e del Regno del Padre suo… anche quando dormiamo… pensate! Quanti papà, quante mamme e quanti adulti guardando un bambino che dorme sognando, non hanno pensato a Dio che è il vero sogno di ogni uomo e di ogni donna! Tutto in noi deve diventare segno di quella realtà interiore che ci portiamo dentro e che è Dio, il Dio vivo che vive in me e se vive in me non può non uscir fuori, manifestarsi, espandersi: i miei occhi, il mio sguardo, i miei gesti, il mio sorriso, la mia compassione, il mio servizio, la mia parola, la mia semplicità, la mia modestia, il mio pudore, la mia gioiosità… tutto diventa segno di Lui vivo in me come ben ci ha ricordato oggi Paolo nella seconda lettura: voi siete la dimora di Dio… il tempio di Dio … voi siete la presenza di Dio in mezzo al mondo… voi appartenete a Lui e non a voi è Lui quindi che deve vivere non noi, deve vivere Lui in noi! “Non sono più io che vivo, ma è Gesù che vive in me!” (Gal 2,20)

Giovanni Lo indica a tutti, qualcuno non si accontenta di vederLo da lontano vuole conoscerLo meglio… che bello se attraverso la nostra testimonianza semplice, ma appassionata di Gesù qualcuno non si accontentasse di intravederLo da lontano, ma cercasse l’incontro ravvicinato, il faccia a faccia, lo sguardo nello sguardo, il cuore a cuore con Lui… che bello che sarebbe, vero?

Qualcuno non si accontentò di un incontro superficiale e quel giorno gli andò dietro con un altro. Gesù vide che Lo seguivano, si fermò e chiese: «Che cercate?»… “perchè mi venite dietro?”… Cari fratelli oggi Gesù chiede a ciascuno di noi, a me per primo: «Perché siete qui? Che ci fate qui? Cosa volete?» Se una volta forse era più facile e possibile sfuggire a questa domanda perché tutti venivano in Chiesa e nessuno si chiedeva perché, ora non più ora non più, il Signore ci chiede di essere motivati, cristiani adulti consapevoli e motivati, motivati da un incontro che precede questo nostro essere qui per incontrarlo!

“Vogliamo stare con te, cerchiamo te, dove abiti?” “Venite e vedete!” sarà la controrisposta di Gesù. La vita cristiana è l’esperienza di un incontro e di una sequela. Dopo aver incontrato Gesù tutto cambia, tutto è diverso perché scopro un mondo nuovo, un nuovo cielo, una nuova dimensione e, come ben fa notare l’evangelista, mi viene dato anche un nome nuovo: “Non ti chiamerai più Simone, ma Pietro”. Poteva mai immaginare quel povero Simone che tanto aveva preparato per lui il Signore? 

Carissimi fratelli e sorelle, qui c’è una realtà nascosta, qui c’è un tesoro nascosto e una perla preziosa (cfr. Mt13,44-46) ognuno di noi ha ricevuto da Dio un nome nuovo che è un’eredità meravigliosa di grazia, di santità, di novità, di meraviglie… se sapessimo cosa contiene quel nome nuovo!… “Se tu conoscessi il dono di Dio…” (Gv4,10). Il mondo di Dio è pieno di tesori nascosti e perle preziose! Tesori nascosti e perle preziose sconosciute perché pochi li cercano, basterebbe così poco per trovarli! Eppure ci riempiamo la vita e l’esistenza di vuoto e di nulla ricercando l’effimero e il passeggero… come ben ci diceva domenica scorsa Isaia: “Perché spendete denaro per ciò che non è pane… perché sciupate il vostro patrimonio per ciò che non sazia?… O voi tutti assetati venite all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; prendete e mangiate senza ”denaro e senza spesa, vino e latte” (Is  55,2.1)… il vino dell’amore vero e il latte della vita…

Basta così poco! È gratis! È gratis! Basta cercare Gesù… basta stare con Gesù…basta guardare Gesù… basta ascoltare Gesù… basta seguire Gesù e tutto sarà diverso, più bello, più ricco, più entusiasmante, talmente entusiasmante che, come Giovanni, anche più di 70 anni dopo aver incontrato Gesù ci ricorderemo pure che ora era quel giorno! 

La Vergine Maria ci ottenga la grazia di realizzare in questo Tempo Ordinario un più profondo, coinvolgente e travolgente incontro con il Signore Gesù, unico nostro Salvatore e Redentore.

Amen.                                                             

                                       

j.m.j.