Liturgia di Domenica prossima

Testi della Liturgia 
della Domenica delle Palme
Anno "C" 

Domenica 14 aprile 2019

«HO DESIDERATO ARDENTEMENTE DI MANGIARE QUESTA PASQUA CON VOI!»

Carissimi fratelli e sorelle,

abbiamo finito di commemorare l’entrata di Gesù a Gerusalemme accolto trionfalmente come il Messia: davanti a Lui stendevano i mantelli e agitavano le palme. Noi abbiamo voluto imitare le folle di Gerusalemme, ma non tanto con dei gesti esteriori, quanto con atteggiamenti profondi del nostro cuore e della nostra anima che desiderano accogliere il Signore Gesù con l’entusiasmo e la serietà del nostro amore, per questo abbiamo steso non già dei mantelli davanti a Lui, ma le nostre anime, abbiamo agitato in alto non delle palme o dei rami d’ulivo, ma i nostri cuori esultanti di gioia perché Lui entra a Gerusalemme per dare la Sua vita per ciascuno di noi.

Abbiamo accompagnato Gesù lungo tutto il suo viaggio verso Gerusalemme che abbiamo iniziato il mercoledì delle ceneri e aiutati dall’evangelista Luca, siamo stati vicini a Gesù, siamo stati con Lui mentre a “muso duro si dirigeva verso Gerusalemme” (Lc 9,51) attirati dalla forza del suo sguardo, dalla pregnanza delle sue parole, dalla bellezza del suo Vangelo, dal fascino della sua Persona Divina. Gesù ci ha portati con sé nel deserto per farci gustare il sapore della vittoria sul nostro nemico (cf Lc 4,1ss), Egli ci ha portato in alto, sul Tabor (cf Lc 9,28ss), dove ci ha fatto assaggiare un pezzetto di quella gloria che attende chi vuole condividere fino in fondo la sua sorte; ci ha fatto gustare il sapore dolcissimo delle lacrime del Padre che hanno bagnato le nostre guance ogni volta che siamo rientrati in noi stessi e abbiamo ripreso quella strada che ci portava alla sua Casa (cf Lc 15,11ss); ci ha guardato con amore tenerissimo in quella donna che Lui non condannò e alla quale, invitandola a non peccare più, ridiede dignità e la possibilità di una vita nuova da redenta (cf Gv 8,1ss).

Ora il viaggio sta per concludersi e Gesù manifesta ai suoi amici quanto Lui fosse emotivamente coinvolto in questo suo viaggio verso Gerusalemme«Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi!» (Vangelo). Luca ci introduce così nel mistero del Cuore di Gesù, che è un mistero di un Cuore che scoppia letteralmente d’amore per l’umanità per la quale ha dimenticato di essere Dio per poter fare quell’unica cosa che da Dio non poteva fare per noi: morire! Non poteva morire perché Dio non può morire e allora ha voluto assumere una natura umana per poter fare quello che in quanto Dio non poteva fare e così ha voluto morire per noi e morendo nella sua natura umana assunta ci ha regalato la sua vita divina. Se ci avesse semplicemente regalato la sua vita divina senza morire, mai avremmo capito l’immensità del suo amore e mai avremmo capito la gravità del nostro peccato. 

Tutta la vita di Gesù, sin dal suo concepimento verginale è tesa verso il compimento di questa Pasqua, sin da quando le tenere mani di sua Mamma Lo adagiarono su quella “mangiatoia perché non c’era posto per loro altrove (Lc 2,7), Lui il “Pane vivo disceso dal cielo” (Gv 6,51) per nutrire le nostre anime del suo Corpo Immolato, del suo Sangue versato. Sin da quando cresceva ubbidiente a Nazareth…, sin da quando lavorava umilmente nella bottega di Giuseppe…, sin da quando si presentò a Giovanni per essere battezzato…, quando stette quaranta giorni nel deserto…, quando predicava il suo Vangelo lungo le strade della Palestina…, quando ammaestrava le genti nel Tempio di Gerusalemme…, cosa porta nel suo Cuore il Signore Gesù? Quello che porta nel suo Cuore ce lo ha appena rivelato Luca: un ardente desiderio di fare questa Pasqua con me!

Carissimi fratelli e sorelle, che bello sarebbe se ciascuno di noi in questa Settimana Santa si fermasse in silenzio a riflettere su questa frase di Gesù: "Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con te!". Gesù che mi rivela il suo profondo desiderio di far Pasqua con me! Come può lasciarmi indifferente?

Pensiamo un attimino a quali sono i desideri più profondi del nostro cuore in questo momento, quali sono le speranze che coltivo nell’intimo… suddividiamo la nostra vita nei vari periodi che l’hanno caratterizzata…, ripercorriamola con una visione d’insieme: quand’eravamo bambini…, ragazzi…, adolescenti…, quando eravamo fidanzati…, quando ci siamo sposati…, quando attendevamo il primo figlio… Ecco, cerchiamo di ricordare quali fossero i nostri desideri più profondi che coltivavamo e coltiviamo nel nostro intimo… E ora mettiamo tutti questi nostri desideri e speranze, che sembravano e sembrano dare un senso alla nostra vita, di fronte a questa frase di Gesù: "Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con te!"

Fratelli e sorelle, di fronte a questo desiderio così ardente di Gesù di far Pasqua con me, non ci si stringe il cuore? non ci sentiamo così tanto ingrati? i nostri desideri che sembrano essere così importanti e necessari non vengono ridimensionati e smontati?

"Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con te!". Sì, con te! Gesù vuol far Pasqua con me! “Questo è il mio Corpo offerto per te… Questo è il mio Sangue versato per te! Lo offro per te… lo verso per te…Faccio tutto questo per te!”

Di fronte a questa immensità d’amore che celebriamo e riviviamo nella Passione di Gesù, in cui Egli si lascia svenare d’amore per noi, non possiamo non interrogarci profondamente sull’inconsistenza, sulla superficialità, sulla povertà del nostro amore per Lui.

E allora di fronte a questo desiderio ardente di Gesù di far Pasqua con me, chiediamoci nello Spirito: “Ma quando…, ma quando anch’io desidererò far Pasqua con Te, Gesù? Quando il pensiero di far Pasqua con Te,  Gesù, sarà il mio desiderio fondamentale sul quale poi si inseriranno tutti gli altri?Far Pasqua con Te, Gesù… quando diventerà il mio chiodo fisso… quando diventerà il sospiro della mia anima?… Quando diventerà l’unico senso della mia vita capace di dare un senso a tutto il resto?”.

Sì perché se non desidero profondamente di far Pasqua con Gesù, che senso hanno tutti gli altri desideri che mi muovono e che mi hanno mosso nella vita a fare, ad agire, a trafficare, a spendermi? Tutto passa, tutto passa (cf 1Gv 2,17): che senso ha rincorrere il vento e desiderare di acchiapparlo (cf Qo 1,14)?

Far Pasqua con Gesù…, ma che significa mangiare questa Pasqua con Gesù? far Pasqua con Gesù!

Significa seguire Gesù lungo la sua Passione d’amore, non come uno spettatore disinvolto e disinteressato, ma come una persona che sa che tutto quel soffrire e patire, tutto quel mare di umiliazioni e di dolore, Gesù lo ha voluto subire per me. , per me si è fatto mettere le mani addosso…, per me si è fatto condannare innocente…, per me si è fatto schiaffeggiare e prendere per un povero folle…, per me si è lasciato sputacchiare e deridere…, per me ha voluto subire oltraggi e torture…, per me si è lasciato flagellare e incoronare di spine…, per me ha voluto portare la croce…, per me è caduto ripetutamente lungo il Calvario oppresso dal peso dei miei peccati…, per me ha voluto subire l’umiliazione di essere denudato davanti a tutti…, per me ha steso le sue mani e i suoi  piedi ai chiodi…, per me è morto nell’abbandono più totale sulla croce invocando il perdono ai suoi crocifissori e promettendo il paradiso al buon ladrone.

Ecco – carissimi fratelli e sorelle – sapete cosa significa far Pasqua con Gesù? Significa immergerci nell’Oceano di Amore che il Padre ci riversa donandoci il suo Figlio in croce (cf Rm 5,5-6) nello stupore di un Amore che ci supera e ci trascende e ci interpella con forza, perché amore non può non chiamare che amore, l’amore non può cercare che amore, l’amore non ha riposo se non nell’amore e l’Amore di Dio non è amato! E quindi Dio in Gesù ci mostra tutta la sua sete di essere riconosciuto, creduto e amato.

Essere o meno cristiani non è un fatto di buona educazione e di osservanza di regole di galateo o di norme morali che regolano l’agire: non sono cristiano solo perché non rubo, non ammazzo, mi faccio i fatti miei e domenica vado a Messa. No, non sono cristiano solo perché faccio delle cose, anche se belle, buone e sante. Sono cristiano, sono cristiana nella misura in cui ho “riconosciuto e creduto all’amore di Dio per me (cf 1Gv 4,16) manifestato da Gesù che muore svenato d’amore per me, una morte che m’impone necessariamente una triplice domanda, la cui risposta potrebbe dare un nuovo e più vero senso a tutta la mia storia:

“Tu, Signore Gesù, sei morto in croce per me… e io… e io cos’ho fatto per Te?”

“Tu, Signore Gesù, sei morto in croce per me… e io… e io cosa faccio per Te?”

“Tu, Signore Gesù, sei morto in croce per me… e io… e io cosa farò per Te?”

E allora, carissimi fratelli e sorelle, lasciamoci risuonare nelle orecchie in questi giorni queste tre domande, ci accompagnino lungo la Settimana Santa e chiediamo alla Vergine Maria, che riceve nelle sue mani immacolate il Corpo morto di suo Figlio, morto per me…, chiediamo a Lei che ci aiuti a dare una risposta a queste domande, una risposta vera che cambi in novità di vita tutta la mia storia e dia a Gesù la gioia di fare – finalmente! – Pasqua con me!    Amen.                                                                                      

j.m.j.